I BASELICESI E L'ARTE VISIVA di Crescenzo Del Vecchio

Ricordo che ogni estate, quando da giovane venivo in agosto a far compagnia mia madre, aspettando la festa di settembre, il dott. De Lellis mi parlava sempre della stessa cosa e cioè di organizzare una mostra di pittura che ritraesse la bellezza di Baselice. Egli si rivolgeva a me non solo perché ero già'un pittore impegnato, ma anche perché intuiva che in me vi era una gran voglia di dare, in questo senso, un contributo per il mio paese. Però, mi dibattevo con le mie idee: io pittore d'avanguardia, impegnato in ricerche semantiche diverse, organizzare una gara di pittura estemporanea, ormai superata, obsoleta! Ma dopo molte meditazioni accettai le sollecitazioni del dott. De Lellis e mi diedi da fare andando alla ricerca di indirizzi di pittori noti e non e anche di giovani impegnati in linguaggi nuovi. E’ proprio su questi ultimi che il taglio della mostra di Baselice si è distinta e spesso sono stati premiati ed accolti dal pubblico con simpatia. Quindi la Biennale di Baselice, nel quadro delle manifestazioni analoghe, è da considerarsi un pò anomala, poiché non ha mai disdegnato le novità ed a questo proposito mi piace ricordare i nomi dei giovani che oggi vantano presenze in manifestazioni come la Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma, il premio Michetti ecc. e cioè Claudio Massini, Raffaele Bova, Gabriele Marino, Andrea Sparaco, Mimma Russo, Ludovico Nappa, Antonio Pugliese, Claudio Verde, Giovanni Giannetta e in ultimo, come partecipante alla rassegna "L'Arte in Piazza" Carlo De Lucia che ha vinto il primo premio Michetti di Francavilla al Mare. Certo, il terreno, come dicevo, era favorevole alle novità ma il fruitore non disdegnava di vedere ritratta la propria casa, il suo vicolo o il ritratto del vecchio seduto davanti all'uscio di casa. Ci si chiederà come mai la cultura contadina accettasse un aspetto della cultura egemone? Forse perché la pittura resta un fatto manuale a prescindere dalle idee e dai contenuti e poi perché Baselice ha vissuto nel passato la cultura pittorica attraverso la presenza del competente mecenate locale che era Don Antonio Marsullo De Colellis il quale, oltre ad avere una casa-museo, ospitava di tanto in tanto grossi artisti che dipingevano per le strade del paese, destando divertimento e meraviglia per il miracolo che essi riuscivano a fare. Basti ricordare per tutti il famoso Adriano Bogoni, dell'Accademia di Brera di Milano, che negli anni 30 ha fatto centinaia di quadri su Baselice. Quindi il rapporto con le arti visive dei Baselicesi non è nuovo, non è improvvisato. Ma venendo ad oggi, la cosa più bella è che dopo l'apporto iniziale del Comm. Giuseppe del  Vecchio, dell'Avv. Raffaele Del Vecchio del dottor Nicola De Lellis, del Barone Domenico Petruccelli, del Prof. Antonio Mascia, si sono appropriati dell'organizzazione della manifestazione e l'hanno continuata in meglio, capendo lo spirito della Biennale, i giovani dell'A.G.B., capeggiati da Enzo Cocca, che con passione, e anche competenza cercano di mantenere un primato ormai consolidato non solo in provincia, ma anche a livello Regionale. Siamo così, arrivati ai venti anni della mostra, io mi auguro che resti questa iniziativa per sempre, come esempio di impegno culturale in una zona che per molti versi viene tenuta in disparte e come segno di volontà di cambiamento, senza violentare quella che è l'identità storica e culturale del nostro piccolo, ma grande e generoso Paese.

 

IMMAGINI LOCALI Domenico Spinosa

A Baselice sono stato nel 1983 con Crescenze deI Vecchio. E fui subito affascinato, ricordo, dalla bellezza straordinaria del luogo: i campi verdi, le colline, la luce e l'aria priva di ogni lontano residuo di contaminazione erano, per chi veniva dalla città, da una città come Napoli, nella loro visione d'insieme, avvenimento straordinario, anche se l'occasione doveva necessariamente ridursi a una sosta breve sul posto. Sicuramente da noi vi sono luoghi di rara bellezza, celebrati e famosi, ma che risentono in gran parte, anche se indirettamente, della vicinanza dei grandi centri urbani. Di Baselice questo non si può dire, certamente! Qui il paesaggio esprime, pur tra i ridenti bagliori di una luce vivissima ma sempre diffusa ed estesa, note di grande levità e di sottili cangianti cadenze. Dove i larghi spazi azzurri si alternano a toppe di caldissima ocra e a improvvisi e rapidissimi interventi del bianco di certi muri delle case seminascoste tra il verde. Un paesaggio (non riesco a sottrarmi al riscontro) di quelli cari alla fantasia di Giacinto Gigante e dei suoi amici della scuola di Posillipo! Ecco, credo, come sia sorta spontanea l'idea di istituire un premio di pittura proprio qui a Baselice. E bisogna dare atto all'opportunità di questa iniziativa agli organizzatori cui va il mio saluto, e, se posso permettermelo, il mio plauso. Si parla oggi sempre più di ecologia, di difesa dell'ambiente, di indispensabile ed indifferibile ritorno alla Natura e a questo scopo si organizzano convegni, si formulano progetti e si stampano e diffondono proposte, tutte sollecitanti ed allettanti. Ma ai pittori, più che mai, credo, spetti un ruolo di primissimo piano nello schieramento di queste iniziative da tutti auspicate! E in particolare a quei pittori che hanno scelto di operare al di fuori e al di sopra degli effimeri e spesso stupidi acconciamenti che di volta in volta suggerisce la moda e traggono, proprio dal richiamo vivo della natura, spinte e sollecitazioni per il loro lavoro e la loro

 

STORIA ED OBIETTIVI  Enzo Cocca

Nel nostro Comune dal 1969 ad oggi sono state allestite dieci edizioni della Biennale di Pittura Estemporanea, un traguardo senza dubbio prestigioso sopratutto in considerazione dell'ampiezza culturale che la manifestazione ha raggiunto. In tutti questi anni si è potuto lavorare nel solco della continuità e nel rispetto degli intenti voluti dagli ideatori, i compianti Don Peppino Del Vecchio, Don Raffaele  Del Vecchio e Don Nicola De Lellis, anche in virtù della guida e del coordinamento fornito da Crescenzo Del Vecchio. Lo stesso Del Vecchio si è adoperato per arricchire la Pinacoteca Comunale, sorta grazie a questa iniziativa, di opere validissime. Infatti per non incorrere in errori nella giuria sono stati chiamati,di volta in volta, esponenti del mondo artistico - culturale, quali  Tony Stefanucci, Quintino Scolavino, Rubens Capaldo, Roberto Arizzi, Domenico Spinoza, Augusto Orange De Rose, Antonio De Gore. In tutto il suo lavoro Crescenzo Del Vecchio è stato affiancato dal gruppo dell'Associazione Giovanile Baselicese che, dalla terza edizione si è accollato il non facile onere organizzativo, curando così ogni dettaglio delle varie gare pittoriche, nonché la catalogazione delle opere presenti nella Pinacoteca. Nel corso degli anni la manifestazione ha annoverato sempre maggiori adesioni, fino a toccare il tetto delle novanta presenze nel corso della nona edizione. Gli organizzatori, via facendo, hanno apportato delle variazioni, come l'inserimento, nell'ambito della stessa Biennale, del concorso del piccolo formato. Una formula studiata appositamente per arricchire il patrimonio della Pinacoteca. Nelle ultime due edizioni la Comunità Montana del Fortore, oltre ad assicurare il Patrocinio ha voluto essere presente con l' inserimento di un ambito premio-acquisto. Infine, lo scorso anno è stata indetta la prima Rassegna della Giovane Pittura Campana: "L'Arte in Piazza", ed anche in questa circostanza due quadri sono stati assegnati alla Pinacoteca. Dopo questa rapida sintesi, riguardante la storia della Biennale Baselicese, di cui si parla anche in altri servizi inseriti nel catalogo, credo si possa ben dire che l'intento voluto dagli ideatori della Biennale di Baselice è stato pienamente raggiunto, tant'è che questa Rassegna è ritenuta parte inscindibile e rilevante del patrimonio storico del nostro Comune. Partendo da tale convinzione abbiamo fermamente voluto la realizzazione di questo catalogo, il cui scopo principale è di valorizzare uno degli aspetti culturali del nostro paese. Nello stesso momento l'iniziativa, che và intravista come l’ apertura di una finestra sulle diverse interpretazioni inerenti il paesaggio e l'umanità di Baselice cui è fornita la Pinacoteca, auspica la costituzione di una costante linea di azione per tutti, Amministratori Pubblici, operatori privati e cittadinanza, In modo da poter mettere in giusto risalto ogni aspetto culturale di Baselice. Prima di concludere mi corre l'obbligo ringraziare tutti coloro che ogni biennio hanno consentito l'allestimento delle manifestazioni pittoriche. Se questo è stato possibile lo si deve, in tanta parte alla disponibilità, veramente notevole, degli Amministratori Comunali, da Michele Canonico a Pasquale Genovese, a Biagio Riccardi ed in particolare all'attuale primo cittadino Nicolino Del Vecchio, il quale con slancio encomiabile ha sempre aderito ad ogni nostra proposta, contribuendo in maniera cospicua alla stesura di questo catalogo. Un ringraziamento, poi, del tutto particolare all'Associazione Giovanile Baselicese ed alla Comunità Montana del Fortore. Infine, un ultimo grazie a quanti hanno consentito con il loro apporto la pubblicazione del catalogo.

IL CATALOGO Michele Maddalena (tratto da LA PINACOTECA COMUNALE DI BASELICE)

Quando seppi che l'Amministrazione Comunale aveva assunto l'iniziativa di voler allestire la Pinacoteca Comunale di voler far nascere questo "Catalogo" avvalendosi, come al solito, della collaborazione dell'A.G.B., capii subito che per conseguire entrambi gli obiettivi tutti noi del gruppo, ma in particolare il Segretario Enzo Cocca ed il Presidente Antonio Zeolla, ci saremmo dovuti sottoporre ad un lavoro paziente, oneroso e di grande responsabilità. Nonostante tutte queste considerazioni però fui immediatamente entusiasta dell'idea perché mi sembrò di capire che questo lavoro poteva costituire non solo un momento importante sotto l'aspetto artistico e culturale ma soprattutto diventare l'opportunità per una sfida alle difficoltà ambientali al fine di recuperare spazi all'interno dei quali dimostrare che è possibile raccogliere frutti, anche copiosi, potendo contare esclusivamente sulle proprie forze in virtù di una logica contadina che, non solo non ripudiamo, ma che ci inorgoglisce. Ecco perché questo catalogo non deve essere inteso come una sterile elencazione di nomi e di opere ma deve rappresentare la testimonianza di un periodo artistico che abbraccia quasi un ventennio. Il catalogo si apre con le testimonianze dei primi organizzatori in cui sono evidenziate tutte le difficoltà ma anche tutte le soddisfazioni per aver dato vita ad una "Biennale di Pittura" di così rilevante importanza. C'è poi il riepilogo dei vincitori delle varie edizioni, l'elenco e le foto dei quadri donati al Comune da parte di alcuni artisti. Poi per ogni edizione abbiamo l'elenco dei Pittori premiati e le foto del concorso per il piccolo formato. Il catalogo si chiude con le altre foto di opere del piccolo formato e con le presentazioni di due opere della rassegna dei giovani pittori avente per tema “Arte in Piazza". Nella speranza di aver fatto cosa a Voi gradita concludo con l'augurio e la speranza di poter conseguire per il futuro traguardi sempre più prestigiosi in ossequio alle più nobili ed antiche tradizioni della nostra Comunità.

 

PAESAGGIO E UMANITÀ' DI BASELICE Fiorangelo Marrone

"Paesaggio e umanità di Baselice": questo fu il tema proposto allorché nel 1969 nacque nel nostro paese la Biennale di pittura estemporanea, voluta da Crescenze Del Vecchio e caldeggiata dai compianti Dottor Nicola De Lellis, Avv. Raffaele Del Vecchio e Commendator Giuseppe Del Vecchio, che da Antonio Marsullo De Colellis avevano appreso ad amare l'arte del bello. E il consenso ottenuto dalla Biennale fin dal primo anno di vita ha dimostrato con la larga partecipazione di artisti sia giovani che affermati, che, oltretutto, il tema proposto era valido, atto a stimolare l'ispirazione dei pittori concorrenti. Per cui i soggetti delle opere acquistano di anno in anno in profondità e lirismo quasi che, attraverso l'interpretazione libera di tanti artisti, si stesse tracciando un disegno paesaggistico e sociale del nostro paese. Il tema rimane sempre lo stesso, ma le opere sono sempre diverse: l'occhio e l'animo del pittore scrutano, indagano e fissano su ogni tela un aspetto del nostro paesaggio, aspro e dolce insieme, uno scorcio, un interno suggestivo, oppure un volto o un atteggiamento che esprimono, di volta in volta, gioia, dolore, serenità o angoscia .E’, attraverso questa libera interpretazione, noi siamo riusciti a vedere meglio luci e ombre dei nostri luoghi: cantucci dolci che mai ci avevano sorriso, squarci sereni e distese apriche tra greppi brulli. Abbiamo così riscoperto il nostro paese, abbiamo imparato ad amarlo di più. E forse abbiamo conosciuto meglio anche la nostra gente così tenacemente legata alla sua terra, alle sue tradizioni, al campicello, alle bestie, alle piccole cose che contano. Si è realizzato, insomma, il proposito contenuto nel tema stesso che, con 'paesaggio e umanità', non voleva offrire uno schema limitativo, chiuso nella fissità di due argomenti distinti e separati: da un lato la natura col suo fascino e le sue asperità, dall'altro l'uomo con le sue problematiche. Paesaggio e umanità, due realtà illuminate da una stessa luce, assumevano il valore di una endiadi, sicché l'artista era invitato a cogliere quanto di 'umano' ci fosse nel paesaggio del paese, nella crudezza di certi suoi scorci, nella inattesa e sorprendente dolcezza di certi suoi angoli nascosti, nello splendore dei meriggi assolati, nella malinconia dei tramonti. E il pittore, venuto da lontano, ha capito e ha colto nell'immagine del contadino che torna a sera l'intimo legame tra uomo e natura; ha segnato su un volto rugoso le fatiche della terra e il picchiare implacabile del sole, ha ritratto nel fiorente rigoglio di una terra avara e aspra la lotta ostinata e paziente di uomini e donne che non conoscono stanchezza. Ed è per questo che io credo che la nostra Biennale non fà solo 'cultura', non ha bisogno solo di 'critici d’arte. Essa per la sua tematica stessa sta diventando un pezzettino di storia e un piccolo specchio della nostra vita, un modo di rivederci e risentirci sulla terra che tanto ci è cara.

 

BASELICE REALTA' E FANTASIA NELLA PITTURA ESTEMPORANEA  Antonio Mascia (Pittore)

Fu in una sera d'estate del 1969, in lieto conversare fra oriundi, che puntualmente ritornano al Paese d'origine, che venne proposto di organizzare una mostra estemporanea di pittura, in coincidenza con i festeggiamenti settembrini per la celebrazione dell'annuale sagra paesana: la festa grande dei baselicesi. La proposta sembrò così eccezionale che riuscì a suscitare nei presenti solo immediata incredulità per l'arditezza e la rilevanza dell'ipotesi prospettata. Ma l'idea che sembrava, a prima vista, irrealizzabile ben presto, si tradusse in immediata attuazione. Successivamente l'iniziativa, mantenuta in vita dalla solerte attività dei giovani della "A.G.B." (Associazione Giovanile Baselicese) ha prospettato, nel tempo, qualità e valori sempre maggiori. E le edizioni che si sono puntualmente susseguite ne hanno dato piena conferma. Ormai,la biennale baselicese, nota ed affermata, richiama pittori giovani e molti già affermati, i quali la considerano un'occasione artisticamente assai importante ed alla quale essi intendono partecipare sia per puro diletto dello spirito, sia per sfruttare la risonanza ed il successo che ogni edizione riscuote sempre di più. E, d'altra parte, non va sottaciuta la rilevanza che assume la propizia circostanza che favorisce la for-mulazione di un giudizio di qualificate Giurie, congiunto alla conoscenza delle preferenze di un pubblico che, ormai, valuta e distingue con severa raffinatezza quelle espressioni più compiutamente rappresentate nella varietà delle tecniche, attraverso le quali le opere vengono proposte. Da qui il rinnovato interesse di ritrovare sviluppo al discorso iniziato nel lontano 1969, negli esiti più maturi e consistenti della produzione delle ultime edizioni, in cui gli equivalenti pittorici esprimono, spesso, una gioiosa suggestione emotiva provocata sicuramente dalla particolarità del panorama. Ed è infatti, incontestabile che gli sfolgoranti squarci di Baselice: un paesino medioevale dal paesaggio finemente dettagliato, che affascina, distende e beatamente distrae, sono certamente da considerare validi elementi suggestivi che, nelle splendide giornate settembrine, trasmettono una calda atmosfera di festosità solare che travolge ed incanta. Ma indirettamente essa sollecita all'attenzione, all'impegno, alla meditazione per scorgere alle radici quella essenzialità dell'ambiente nel quale è apprezzata e prevalente una certa nobiltà che risplende sui volti spiccato senso di ospitalità o costituisce la più distintiva caratteristica della popolazione locale. Numerose le tele raccolte dal Comune nelle 9 edizioni effettuate, e, ora, con lodevole, quanto ottima operazione di catalogazione, vengono ordinate (e speriamo esposte). Esse, nella maggior parte attestano un'interpretazione puntuale ed intelligente della unitaria e complessiva ispirazione della quantità delle immagini e delle suggestioni invocate negli Autori dal contatto diretto con la malia, che sollecita l'immissione della scena in un'atmosfera di serena, gaia tranquillità. E', inoltre, molto significativo ed è da sottolineare come, a volto, traspare su alcune tra le più belle tele, una sorta di avidità intellettuale che stimola la ricerca dell'equilibrio nelle intelligenti annotazioni, ne attenua i contrasti, mentre l'insieme della rappresentazione raggiunge una calma, tranquilla armonia. Peraltro, la spontaneità sorgiva nelle costanti di fondo delle Inquadrature, congiunte ad una varietà e maturità del linguaggio pittorico esibito nell'uso del colore in certe corpose, accese stesure, si rivelano come peculiari abilità espresse nelle superbe invenzioni rese stupende dal fascino dell'inedito. Viene così messa a frutto una notevole capacità decorativa del colore che trova la sua perfetta caratura nel predominio dei brillanti cromatismi che evidenziano un rapporto continuo di vibrazioni, capace di esprimere quella gioia del dipingere che sembra costituire la componente essenziale della poetica ispiratrice. Alcune opere in particolare, eccellono perché in esse la luce assume un carattere espressivo ben definito e trasmette al paesaggio una sorta di atmosfera fantastica: quell'atmosfera nota e che si ritrova nei dipinti dell'ultimo De Pisis. "E’ la luce della fantasia: una luce bianca che non vuole essere vera". Non sembra inoltre superfluo far rilevare l'inconscio e pur continuo travaglio che si è accompagnato alla fatica del pittore per mantenere il contatto con la realtà, scrutata e decantata attraverso una rigorosa interiorità. Un'operazione fondamentale perché è questo intimo lavorìo che richiede all'artista "spazi" di interpretazione, più insistiti vagli critici, più discreto ascolto di voci nascoste" e gli consente di far pervenire alla superficie della coscienza le sensazioni più valide che sono trasposte d'istinto sulla tela, attraverso adeguate analogie cromatiche, nelle quali "il colore raggiunge la sua piena espressione e corrisponde all'intensità dell'emozione del pittore", come diceva Matisse.

 

FIDUCIA  ED ENTUSIASMO PER LA BIENNALE Nicolino Del Vecchio

Nella vita sociale e culturale di ogni comunità, anche se piccola c'è sempre un momento diverso, particolare, oserei dire, sublime. Questo momento, a mio avviso, a Baselice, è stato vissuto fin dal lontano 1969, ogni due anni e sono sicuro che rivivrà ancora per molto e mi auguro per sempre, con la Biennale estemporanea di pittura dal tema "Paesaggio e umanità di Baselice”. Essa rappresenta ormai una vera e propria istituzione per la popolazione intera baselicese e per gli artisti sempre più qualificati e sempre più presenti all'appuntamento e anche per gli esperti della Giuria per i politici e per i tanti simpatizzanti, amici, vicini e lontani che con la loro presenza onorano il nostro paese. Nata quasi in sordina, ad opera del compianto don Nicola De Lellis e del Prof. Crescenzo Del Vecchio, oggi artista affermatosi a livello nazionale e docente all'Accademia delle Belle Arti di Venezia, ha avuto un crescendo unanime di consensi, da parte di tutti, nel corso degli anni. Fino a giungere, quest'anno, alla celebrazione della decima edizione che si preannuncia più suggestiva, più pregna di humus culturale, più impegnativa sotto il profilo artistico. Ma se a tale risultati è stato possibile approdare, il merito principale va ascritto a coloro che con dedizione, con il massimo e continuo impegno, con il superamento di tanti ostacoli di entità diversa, hanno voluto e saputo lavorare, con parsimonia e con coerenza di intenti, per tanti anni. Mi riferisco ai rappresentanti dell'A.G.B. che nel 1974 subentrarono ai primi ideatori e che da allora, hanno speso le loro più giovani energie hanno impegnato le loro migliori intelligenze, alla fine di rendere sempre più gradita, sempre più completa e migliore, la manifestazione. E tra essi merita un plauso il più sincero e affettuoso, lungi da qualsiasi senso di adulazione, il Prof. Enzo Cocca, che, ancora giovanissimo iniziò a collaborare per assurgere a principale artefice, assiduo promotore e coordinatore instancabile della biennale, raggiungendo una seria professionalità nel settore. Anche le Amministrazioni, tutte quelle che si sono succedute negli anni, hanno compiuto ogni sforzo per soddisfare sempre le diverse esigenze, non venendo mai meno alle richieste dei giovani organizzatori. Oggi con vanto e con un pizzico di genuino orgoglio, possiamo affermare che questa manifestazione rappresenta un faro di cultura nel nostro paese che, pur tra le tante difficoltà riesce a dimostrare, con ogni mezzo il suo forte anelito al riscatto socio-economico-culturale. A mio avviso, questa Biennale, dovrà inserirsi, anche più incisivamente, in un contesto culturale più ampio, allargarci i confini. Ci auguriamo che un giorno, non troppo lontano, anche le tante e validissime opere che oggi si vedono appese sulle pareti della sala consiliare o nei vari uffici municipali, possono trovare la loro giusta collocazione in una razionale e ampia pinacoteca comunale, preferibilmente e possibilmente nel suggestivo castello Lembo, dopo un suo appropriato restauro. Vada un saluto sincero, per l'occasione alle forze politiche, agli Amministratori del passato, alle forze dell'ordine, agli artisti, ai giovani, a tutta la popolazione di Baselice. All'intero collettivo impegnato in questa splendida manifestazione, giunga il senso della più profonda stima, mia personale e dell'intera Amministrazione che ho l'onore e il piacere di rappresentare, con gli auguri più cordiali di sempre maggiori soddisfazioni e più illuminati traguardi.

 

IMPREESSIONI Biagio Riccardi

Noi Febbraio 1981, da pochi mesi Sindaco del Comune di Baselice, il Presidente dell' A.G.B. Antonio Zeolla chiese un incontro per programmare la 7a Biennale di Pittura. Nell'incontro con il Presidente o con altri dirigenti trai quali il dinamico e valido Enzo Cocca, venne programmata la Biennale che svolse nei giorni 6-7 e 8 Settembre dello stesso anno. A tale concorso vi fu una vasta partecipazione di artisti provenienti dai punti più disparati della penisola. Molto riuscita fu la mostra che seguì e calorosa la partecipazione dei cittadini, basti pensare che, oltre ai premi messi in palio dal Comune vi furono 13 premi-acquisto e molti quadri furono acquistati da privati cittadini. Validissimo fu l'aiuto dato dai componenti la Giuria, presieduta da Crescenze Del Vecchio, e non poco si dovette discutere prima di assegnare i premi ed in special modo i primi tre che, alla fine, furono assegnati a Bardeggia, Margiore, Pugliese e Ambrosone.Sembra inutile dire quale interesse ha raggiunto tale manifestazione che è andata via via ottenendo maggiori consensi; in special modo da quando è organizzata dalla A.G.B..Nel 1983 la Biennale fu organizzata ancora meglio e fu istituito, ex novo, il concorso del piccolo formato, le cui opere sono rimaste al Comune. Il Comune ha finanziato le Biennali ma, ne è stato largamente ricompensato, tant'è che può vantare una nutrita Pinacoteca come nessun'altro Comune del circondario. E' mio dovere ringraziare tutti coloro che partecipa-rono alla riuscita di dette Biennali, gli organizzatori, i componenti la Giuria, gli artisti e sopratutto il popolo di Baselice che ha saputo accogliere con quel calore che gli è proprio, i tanti artisti e visitatori giunti da ogni parte d'Italia.

 

INVITO ALL’ IMPEGNO Pasquale Genovese

Con vivo piacere debbo constatare che la manifestazione oramai adulta viene ripetuta ogni due anni, ampliata e migliorata. Quando nacque l'inizio fu difficile per diversi motivi: la novità, la mancanza di fondi e sopratutto per la scarsità di persone volenterose per portare a termine una manifestazione molto impegnativa. Sono passati gli anni, tante cose sono mutate, tante difficoltà, anche economiche, sono state superate, ma una sola cosa è rimasta: la scarsità delle persone "volenterose" e disponibili per allestire e curare tale manifestazione. Il mio grazie come cittadino di Baselice va a tutti coloro che contribuiscono economicamente per la riuscita della Biennale di Pittura Estemporanea, ma sopratutto a chi ed in particolare ad Enzo Cocca, cura con passione, con impegno e con assiduita la riuscita della Biennale Baselicese.